L’olio extra vergine è essenziale nella dieta
Uno studio ne rovela le proprietà antiossidanti
Secondo uno studio condotto da un gruppo di ricercatori spagnoli e pubblicato
negli Stati Uniti sulla prestigiosa rivista Annals of Internal Medicine, l'olio
di oliva, se vergine o extravergine, ha un elevato contenuto di polifenoli, che
sono composti organici con accentuate proprietà antiossidanti.
A questi
si aggiungono i grassi non saturi di cui l'olio è ricco, che costituiscono
un'alternativa salutare ai grassi di origine animale.
L'accoppiata polifenoli-grassi
non saturi rende l'olio d'oliva vergine
una fonte di grassi in grado di ridurre
il colesterolo 'cattivo' e un alimento capace di alleviare lo
stress cardiaco derivante dai processi di ossidazione causati
dai radicali
liberi.
Gli autori
della ricerca, un gruppo di scienziati spagnoli dell'Istituto municipale
di ricerca di Barcellona, hanno studiato gli effetti dell'assunzione di vari tipi di oli
vegetali da parte di 200 uomini giovani e di mezza età.
Dopo tre settimane,
i ricercatori hanno rilevato che il livello di colesterolo 'buono' era significativamente
aumentato fra i soggetti che avevano usato l'olio d'oliva vergine come fonte
principale di grassi nella loro dieta.
L'olio, però, deve essere proprio
vergine: non basta un derivato di olive qualsiasi. La dottoressa Maria Covas,
una delle autrici della ricerca, ha spiegato in dichiarazioni alla Reuters, che "tutti
gli oli vegetali tranne quello vergine d'oliva, sono sottoposti ad un processo
di raffinazione in cui i polifenoli vanno quasi interamente perduti".
Ma
l'olio d'oliva vergine non è una panacea e la Covas è la prima
a sconsigliare, per il momento, di abbandonare l'uso
di altri oli vegetali (ad
esempio per cuocere o friggere): saranno necessarie ulteriori ricerche su scala
più ampia, per verificare vantaggi e svantaggi di una simile scelta.
Annals of Internal Medicine, ottobre 2006
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