|
Preparazioni ottenute partendo da pianta essicata
INFUSO.
Si prepara a partire da piante essicate ridotte a pezzi più o meno piccoli
mediante lavorazioni meccaniche. E' possibile usare una sola pianta o più piante
mescolate tra loro. Si mette il materiale in un contenitore adatto, vi si versa
sopra acqua bollente e si lascia raffreddare per alcuni minuti. A questo punto
si filtra tramite garza senza comprimere e si beve il liquido risultante. Generalmente
si adoperano da due a dieci grammi di pianta essicata per preparare 1 kg. di
infuso.
DECOTTO.
Si prepara a partire da piante essicate ridotte a pezzi più o meno piccoli
tramite lavorazioni meccaniche. E' possibile usare una sola pianta o più piante
mescolate tra loro. Tale materiale si mette in acqua e si porta fino ad ebollizione,
poi si lascia raffreddare, si filtra tramite garza senza comprimere e si beve
il liquido risultante. Generalmente si adoperano da due a cinque grammi di pianta
essicata per preparare 1 kg. di decotto. Tale metodica di preparazione non deve
mai essere applicata a piante contenenti principi attivi volatili.
TISANA.
Si prepara a partire da piante essicate ridotte a pezzi più o meno piccoli
tramite lavorazioni meccaniche. Una tisana è composta da una miscela di
piante medicinali, tra le quali distinguiamo il rimedio base, composto da una
o più piante medicinali la cui azione medicamentosa è quella più importante,
l'adiuvante, rappresentato da una pianta che ha lo scopo di rinforzare l'effetto
del rimedio base, il correttivo, composto da una o più piante che hanno
la funzione di migliorare il sapore della tisana. Generalmente per preparare
un litro di tisana si usano da dieci a venti grammi di piante essicate, ragion
per cui essa rappresenta un medicamento che contiene piccole quantità di
fitocomplesso e può quindi essere assunto, anche abitualmente, senza timore
di effetti collaterali. La tisana può essere preparata per infusione,
per decozione, per macerazione o anche, in certi casi, per semplice soluzione.
E' consigliabile conservare le piante in scatole di legno o di cartone,
attraverso le quali non passi la luce.
In genere infusi, decotti e tisane vanno bevuti al momento della preparazione
o entro poche ore da essa, poichè sono forme farmaceutiche facilmente
deperibili. Infatti esse fermentano facilmente, soprattutto in estate o se si
trovano vicine a fonti di calore, e ciò può compromettere la struttura
del fitocomplesso e quindi le caratteristiche curative del prodotto stesso.
E' importante sottolineare che queste forme farmaceutiche sono ottenute con un'estrazione
acquosa del fitocomplesso, per cui sono utilizzabili solo se i costituenti del
fitocomplesso o almeno la maggior parte di essi sono solubili in acqua. Inoltre
il calore dell'acqua bollente può alterare i principi attivi presenti
nella pianta, riducendo in tal modo la sua efficacia. In genere le tisane hanno
un’azione curativa blanda.
POLVERE.
E' una forma farmaceutica ottenuta a partire da pianta essicata, che viene ridotta
in polvere tramite macinazione. Le polveri possono essere semplici, se
contengono un solo componente, o composte se ne contengono più di uno.
Le polveri micronizzate si ottengono macinando opportunamente la pianta essicata
e sottoponendo poi il prodotto ottenuto a setacciatura, raggiungendo in tal modo
una granulometria molto fine ed uniforme. Il loro componente predominante dal
punto di vista quantitativo è costituito dai materiali di struttura del
vegetale, in particolare cellulosa e lignine, mentre i principi attivi sono presenti
in quantità piuttosto limitata, non oltre il 10% del peso del prodotto
finito. Ciò è vero anche per le cosiddette polveri criofrantumate,
ottenute sempre per lavorazione della pianta in toto ma a temperature molto basse,
in genere a -60°C. Il vantaggio di questa tecnica e quello di non causare
alterazioni nel fitocomplesso ad opera del calore, che si sviluppa invece durante
la lavorazione tradizionale, e questo è particolarmente vero per piante
che hanno dimostrato di temere le alte temperature, in particolare quelle ricche
di oli essenziali. Le polveri hanno un ‘azione curativa che può considerarsi
discreta.
ESTRATTO FLUIDO.
Si prepara a partire da pianta essicata, mettendola a macerare in un solvente
apposito, generalmente alcool etilico e acqua, per determinati periodi di tempo.
E' un prodotto piuttosto valido, poichè l'alcool è in grado di
estrarre la quasi totalità del fitocomplesso presente nella pianta di
partenza. Durante la conservazione esso può lasciare un leggero deposito
sul fondo del contenitore. L’estratto fluido è dotato di un grado
alcoolico che nella maggior parte dei casi oscilla tra i 20 e i 30°C, ma
che alcune volte può raggiungere anche i 60°C. Come tutte le
forme liquide, va assunto diluendolo in poca acqua non gasata a temperatura ambiente
e tenuta in bocca per almeno un minuto, allo scopo di favorire l'assorbimento
attraverso la mucosa della bocca. Gli svantaggi dell’estratto fluido sono
rappresentati dal suo elevato contenuto di alcool e dal fatto che i principi
attivi in esso contenuti sono notevolmente diluiti dalla soluzione di alcool
e acqua che costituisce la grande maggioranza del preparato. L’estratto
fluido ha un’azione curativa che può considerarsi discreta.
ESTRATTO SECCO.
Si prepara in genere partendo dall'estratto fluido, che poi viene fatto evaporare
con metodiche sofisticate quali la nebulizzazione, fino ad ottenere una polvere
finissima ed impalpabile, che è rappresentata in pratica solo dal fitocomplesso
tipico di quella pianta. Esso è assai più concentrato rispetto
all'estratto fluido da cui deriva. Grazie a questa sua concentrazione e purezza, è possibile
procedere alla titolazione, che consiste nel valutare, con tecniche particolarmente
sofisticate, non solo la presenza del o dei principi attivi ricercati, ma anche
di determinarne esattamente la quantità. In questo modo si ottiene un
prodotto di tipo farmaceutico, poichè è possibile determinare le
sostanze in esso presenti e di misurarne con precisione la quantità, ottenendo
così un rimedio standardizzato e quindi sempre uguale in ogni lotto utilizzato.
La dimensione molto piccola dei suoi granuli lo rende molto biodisponibile, perché ne
facilita sia l'assorbimento sia l'utilizzazione da parte dell'organismo. Oggi
l’estratto secco titolato e standardizzato è considerato il prodotto
fitoterapico migliore. L’estratto secco è dotato di un’azione
curativa ottimale.
|