CIMICIFUGA
(Cimicifuga racemosa)
FAMIGLIA: Ranunculaceae |
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HABITAT: tipica delle zone parzialmente soleggiate e umide del continente nordamericano.
E’ una pianta erbacea perenne di taglia alta, fino a circa 2 m. a completa
fioritura.
PARTE USATA: le radici col rizoma, da raccogliere in autunno.
PREPARAZIONI FARMACEUTICHE CONSIGLIATE: estratto secco nebulizzato e titolato
in glicosidi triterpenici min 2,5% come risulta dalla letteratura scientifica,
la cui dose giornaliera va da 0,6 a 1 mg. per Kg di peso corporeo, suddivisi
in due somministrazioni preferibilmente lontano dai pasti.
COMPOSIZIONE CHIMICA: contiene glicosidi triterpenici, in particolare acteina
e 27-desossiacteina. Vi sono poi flavonoidi, acido isoferulico e una percentuale
piuttosto abbondante di tannini.
PROPRIETÀ TERAPEUTICHE: Azione anti-infiammatoria: questa
pianta ha azione anti-infiammatoria e antireumatica, in particolare in pazienti
con artrosi, dolori muscolari e nevralgie conseguenti a fatti reumatici, e sembra
piuttosto attiva anche contro la cefalea, particolarmente in quella di origine
muscolotensiva.
Azione endocrina: l’azione più nota di questa pianta è quella
sui disturbi neurovegetativi della menopausa, in particolare sulle vampate di
calore.
Uno studio nel ratto ha cercato di chiarire il meccanismo d’azione della
cimicifuga per quel che riguarda la sua azione sui disturbi neurovegetativi della
menopausa. Molto interessante è stata l’osservazione che l’estratto
di cimicifuga poteva legarsi assai bene ai recettori per la serotonina posti
nell’ipotalamo (un nucleo di cellule nervose situato nella parte bassa
del cervello), svolgendo così un’azione simile a quella della serotonina.
Questi dati indicano che l’effetto positivo della cimicifuga sulle vampate
di calore può essere dovuto ad un effetto stimolante sui recettori per
la serotonina a livello ipotalamico.
Numerosi studi clinici dimostrano che la Cimicifuga riduce notevolmente i disturbi
neurovegetativi della donna in menopausa, in particolare le vampate di calore.
Essa allevia notevolmente i dolori frequenti in molte donne in vicinanza del
ciclo mestruale e veniva anche usata in passato per preparare la donna al travaglio
del parto.
Sono stati fatti 9 studi clinici per valutare l’efficacia e la tollerabilità della
Cimicifuga nei disturbi neurovegetativi della menopausa. In totale si trattava
di 1166 donne.
La durata media di questi studi è stata di 3 mesi. Si è visto che
l’80% delle pazienti ha ottenuto risposte positive, con significativi miglioramenti
nei sintomi neurovegetativi tipo vampate di calore (86,6% di miglioramenti, di
cui il 43,3% con scomparsa del sintomo), sudorazioni (88,5% di miglioramenti,
di cui il 49,9% con scomparsa del sintomo), cefalea (89,9% di miglioramenti,
di cui il 45,7% con scomparsa del sintomo), vertigini (86,8% di miglioramenti,
di cui il 51,6% con scomparsa del sintomo), palpitazioni cardiache (90,4% di
miglioramenti, di cui il 54,6% con scomparsa del sintomo), ronzii alle orecchie
(92,9% di miglioramenti, di cui il 54,8% con scomparsa del sintomo, nervosismo
e irritabilità (85,6% di miglioramenti), disturbi del sonno (76,8% di
miglioramenti) e stati depressivi (82,5% di miglioramenti). Il 93% delle donne
coinvolte non ha notato la comparsa di effetti collaterali rilevanti. Solo nel
7% delle pazienti sono stati segnalati moderati disturbi gastrointestinali, prontamente
regrediti con la sospensione della terapia.
Altri studi hanno valutato l'effetto della Cimicifuga sui livelli di calcio e
di fosforo nel sangue e sulla densità ossea in ratti privati delle ovaie.
Si è notato che questa pianta tende a ridurre i livelli di calcio e di
fosforo nel sangue e favorisce l'aumento della massa ossea, potendo quindi essere
utile per combattere l'osteoporosi tipica della donna in menopausa.
- Azione prevalente: estrogenonosimile come effetto clinico,
in particolare nelle donne in menopausa.
- Altre azioni: anti-infiammatoria.
- Indicazioni principali: sindrome menopausale, sindrome premestruale,
dismenorrea (mestruazioni dolorose), oligomenorrea (mestruazioni scarse).
EFFETTI COLLATERALI: questa pianta sembra non avere rilevanti
effetti collaterali, neppure per trattamenti a dosaggi piuttosto elevati e per
periodi di tempo abbastanza lunghi.
Una recente analisi degli studi clinici ha valutato gli effetti avversi dell’estratto
secco titolato di cimicifuga nell’uomo. Sono stati analizzati 2800 pazienti
arruolati in studi clinici su questa pianta, con un’incidenza di effetti
avversi del 5,4%. Di questo 5,4% ben il 97% erano disturbi lievi, che non richiedevano
l’uscita del soggetto dallo studio.
CONTROINDICAZIONI: è controindicata
in gravidanza perché può aumentare la contrazione della muscolatura
liscia uterina. Controindicata anche durante l’allattamento.
INTERAZIONI CON FARMACI: non conosciute.
DATI TOSSICOLOGICI: La somministrazione per
6 mesi nel ratto di un estratto di Cimicifuga a dosi 90 volte più alte
di quella terapeutica non ha provocato segni di tossicità.
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