GINSENG
(Panax ginseng)
FAMIGLIA: Araliaceae |
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HABITAT: è originario dell'Estremo Oriente, in particolare della Corea
e della Cina, ma viene coltivato estesamente negli Stati Uniti, nel Sud-Est asiatico
e in Giappone.
PARTE USATA:la radice.
PREPARAZIONI FARMACEUTICHE CONSIGLIATE: estratto secco nebulizzato e titolato
in ginsenosidi totali (min.1,5%) (Farmacopea Italiana X). Il suo dosaggio giornaliero
va da 3 a 5 mg per kg di peso corporeo, da non somministrare in genere per più di
45-60 giorni consecutivi. Non somministrare dopo le ore 16-17. Va suddiviso in
due somministrazioni, una fra le ore 7 e le ore 8 e l'altra fra le ore 15 e le
ore 16.
COMPOSIZIONE CHIMICA: è considerata una pianta ricca di saponosidi, e
infatti ne contiene circa 20, detti ginsenosidi. Contiene anche polisaccaridi
e polipeptidi ad azione simile a quella dell’insulina.
PROPRIETÀ TERAPEUTICHE: Azione tonica e rivitalizzante: è una
pianta cosiddetta adattogena, cioè in grado di portare l'organismo in
uno stato di migliore resistenza, in modo da contrastare meglio i fattori di
stress e quindi di potersi meglio adattare a condizioni di carico straordinario.
Studi condotti su sportivi hanno dimostrato un netto miglioramento dell'efficienza
del lavoro aerobio, con diminuzione della produzione di acido lattico e di acido
piruvico, la riduzione dei livelli di acidi grassi liberi nel sangue, l'aumento
del consumo di ossigeno e della funzionalità respiratoria e la diminuzione
del tempo necessario a ricuperare dopo prove atletiche massimali.
Inoltre si è notato che l'atleta in terapia con estratto secco titolato
di ginseng è in grado di mantenere più alti livelli di glucosio
nel sangue e maggior quantità di glicogeno nei muscoli striati e nel fegato,
e ciò sarebbe dovuto ad una maggiore capacità della muscolatura
di ossidare gli acidi grassi liberi al posto del glucosio, con liberazione di
maggiori quantità di energia.
Altri studi dimostrano che l'estratto secco titolato di ginseng aumenta la densità dei
capillari e l'intensità dei processi ossidativi nella muscolatura scheletrica,
con un conseguente aumento del potenziale aerobico del muscolo sotto sforzo.
Tests eseguiti al cicloergometro hanno dimostrato che questa pianta aumenta di
circa il 20% l’entità del lavoro svolto; tale progresso viene gradualmente
perso in circa 3 settimane smettendo di assumere il Ginseng, ma si ripristina
entro due settimane se questo estratto viene riassunto.
Sono stati fatti 6 studi clinici per valutare l’effetto tonico del Ginseng.
In totale sono stati arruolati 364 pazienti, in genere sportivi di medio livello.
L’estratto secco usato in 4 di questi studi è stato il G 115, titolato
in ginsenosidi totali all’8%. In un altro veniva usato un estratto secco
titolato in ginsenosidi al 12% e in un altro ancora un estratto secco titolato
in ginsenosidi al 6%. In 4 di questi studi il lavoro totale e il consumo di ossigeno
erano nettamente superiori nei pazienti che prendevano il preparato. Inoltre
i livelli plasmatici di acido lattico, la produzione di diossido di carbonio
e la frequenza cardiaca erano significativamente minori nei pazienti trattati
col preparato. Gli effetti del Ginseng erano maggiori nei soggetti con massimo
consumo di ossigeno superiore a 60 ml. per kg. di peso per minuto rispetto a
quelli sotto a tale limite. I dati di questi studi indicano che questa pianta
aumenta la capacità lavorativa del muscolo migliorando l’utilizzazione
muscolare dell’ossigeno. In altri due studi l’effetto del ginseng
non risultava significativamente superiore a quello del placebo su nessuno dei
parametri studiati.
Uno studio ha valutato l’effetto del ginseng sulle fibre muscolari dopo
intenso esercizio fisico. L’estratto secco titolato di ginseng veniva somministrato
alle dosi di 3, 10 o 100 mg per kg di peso al giorno per bocca per 3 mesi ad
un gruppo di ratti, forzandoli in questo periodo ad un allenamento intenso. Si è notato
che il ginseng stabilizzava la membrana dei mitocondri, che sono organi cellulari
essenziali per la produzione di energia e per la respirazione della cellula.
L’estratto di ginseng riduceva i danni provocati dai radicali liberi alle
fibre muscolari di circa il 74% al termine dello sforzo. Lo studio dimostra che
il ginseng protegge il muscolo contro il danno ossidativo durante lo sforzo fisico.
Azione sul sistema nervoso centrale: un'altra azione ben conosciuta
di questa pianta è sicuramente quella sul sistema nervoso centrale, dove
si è notato un netto aumento dell'attività elettrica delle cellule
della corteccia cerebrale. Probabilmente tale azione è dovuta ad un'azione
di stimolo sul sistema colinergico. Studi fatti su animali da esperimento suggeriscono
che il Ginseng stimoli il sistema colinergico intracerebrale soprattutto nei
nuclei della base e nell'ippocampo. Il sistema colinergico è quello che
controlla la memoria, l’attenzione e la funzionalità cerebrale.
Inoltre il ginseng aumenta i livelli di dopamina, di adrenalina e di noradrenalina
nel cervello, ed è noto che queste sostanze hanno azione antidepressiva,
euforizzante e psicostimolante. Questi meccanismi d’azione spiegano quindi
l’azione stimolante del ginseng a livello cerebrale.
Soggetti trattati con Ginseng hanno dimostrato miglioramenti della memoria, della
capacità di apprendimento, dell'attenzione e anche del tono dell'umore.
Uno studio fatto su un gruppo di volontari sani con età media di 40 anni
ha valutato la capacità del Ginseng di influenzare le capacità cognitive
e i tempi di reazione agli stimoli. Si è visto che i tempi di reazione
erano significativamente abbreviati rispetto a quelli dei soggetti trattati col
placebo, ma la memoria, la concentrazione e l'esperienza soggettiva non differivano
tra i due gruppi.
Uno studio clinico ha valutato l’effetto della combinazione ginseng - ginkgo
biloba sulla performance mentale. Sono stati arruolati 256 soggetti sani, che
ricevevano per bocca due capsule contenenti ciascuna 100 mg. di estratto secco
di ginseng titolato in ginsenosidi all’8% e 60 mg. di estratto secco titolato
di Ginkgo biloba (EGB761) per 14 settimane. La valutazione era fatta ricorrendo
all’Index of Memory quality, che permette di valutare la qualità della
memoria. Al termine della sperimentazione vi era un miglioramento di questo indice
del 7,5%, che persisteva per 2 settimane dopo il termine del trattamento.
Azione afrodisiaca: il ginseng aumenta l’afflusso di sangue
nei corpi cavernosi del pene, e ciò spiega parzialmente l’effetto
afrodisiaco di questa pianta, legato anche ad uno stimolo a livello del sistema
nervoso centrale.
Un gruppo di ratti è stato intossicato con tetraclorodibenzodiossina,
una sostanza che provoca gravi danni all'epitelio germinale dei testicoli con
arresto pressochè completo della maturazione delle cellule germinali.
Il pretrattamento degli animali per via iniettiva con estratto titolato di ginseng
alla dose di 10 o 20 mg per kg di peso al giorno annullava quasi completamente
il calo di peso dei testicoli indotto dal tossico e limitava in modo notevole
i danni causati da esso sull'epitelio testicolare.
Azione immunostimolante: i ginsenosidi hanno anche influenza
sulla funzionalità del sistema immunitario. Infatti è stato notato
aumento degli anticorpi di circa il 30%, con un contemporaneo aumento della capacità di
fagocitosi da parte dei globuli bianchi, cioè della capacità di
queste cellule di inglobare e distruggere batteri e virus.
- Indicazioni principali: deperimento psico-organico, magrezze,
riduzione della memoria, calo dell’appetito. Utile per migliorare la performance
sportiva.
- Azione prevalente: tonica psico-fisica.
- Altre azioni: immunostimolante aspecifica, ipoglicemizzante,
epatoprotettiva.
EFFETTI COLLATERALI: può causare nervosismo, irritabilità,
insonnia e fini tremori agli arti. Tali disturbi non sono frequenti e si verificano
solo se vengono somministrati dosaggi elevati, magari per periodi di tempo prolungati.
Per questi motivi è opportuno non somministrare l’estratto di ginseng
dopo le ore 16 e per periodi di tempo non superiori a 45-60 giorni consecutivi.
CONTROINDICAZIONI: Da usare con molta cautela nel bambino al
di sotto dei 12 anni di età e nel paziente con grave ipertensione arteriosa.
Controindicato nell'allattamento e in gravidanza, per possibili alterazioni agli
organi genitali del feto, specialmente se è di sesso femminile.
INTERAZIONI CON FARMACI: Il Ginseng può ostacolare l'azione
dei farmaci antidepressivi triciclici, può aumentare i livelli di digossina
nel sangue e può interferire, potenziandola, con l’azione farmacologica
del warfarin.
Sembra anche che il ginseng possa aumentare l'effetto farmacologico dei cortisonici
e degli estrogeni.
E' stato anche riportato che questa pianta può causare cefalea, tremori
e importanti disturbi psichici in pazienti trattati con fenalazina solfato.
DATI TOSSICOLOGICI: la dose letale nel ratto per bocca è superiore
a 2 g per kg di peso.
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