VITE da VINO
(Vitis vinifera)
FAMIGLIA: Vitaceae |
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HABITAT: originaria del bacino del Mediterraneo e del Medio
Oriente, è attualmente coltivata in molti paesi del mondo a clima temperato.
PARTE USATA: le foglie e i semi.
PREPARAZIONI FARMACEUTICHE CONSIGLIATE: estratto secco nebulizzato
e titolato in oligomeri proantocianidolici (OPC) min. 80% (Letteratura internazionale),
la cui dose nell'adulto va da 2 a 3 mg. per kg di peso corporeo, da suddividere
in due somministrazioni al giorno preferibilmente lontano dai pasti.
COMPOSIZIONE CHIMICA: è una pianta ricca di antocianosidi,
la cui concentrazione raggiunge il massimo livello all'inizio dell'autunno, che
possono rappresentare fino allo 0,3% del peso della pianta secca. Abbondanti
sono anche i flavonoidi e i tannini.
PROPRIETÀ TERAPEUTICHE: Azione venoprotettiva: questa
pianta è conosciuta da tempo per avere una valida azione protettiva sui
vasi venosi e sui capillari. Le sostanze presenti nella pianta si fissano elettivamente
sulla membrana cellulare delle cellule dell'endotelio vasale, che è lo
strato più interno della parete vasale a diretto contatto col sangue,
contribuendo così a stabilizzarla e a proteggerla contro le aggressioni
dei radicali liberi.
Inoltre gli antocianosidi favoriscono l'attività biologica della vitamina
C e stimolano l'attività dei sistemi enzimatici che intervengono nella
sintesi del collageno, migliorando così l’elasticità dei
vasi venosi.
Sono stati effettuati alcuni studi clinici su pazienti con insufficienza venosa
moderata, per valutare se questi dati ottenuti in laboratorio fossero trasferibili
anche nell'uomo. Essi hanno dimostrato, mediante una tecnica chiamata pletismografia,
una diminuzione del 20% del tempo di riempimento dei vasi capillari e un miglioramento
della velocità di scorrimento del sangue nei vasi capillari del 30%, dopo
3 mesi di terapia con 300 mg. al giorno di estratto secco titolato di vite. Si
ha dunque velocizzazione del flusso sanguigno capillare, il che consente di migliorare
l'ossigenazione dei tessuti.
Azione antiradicalica: gli antocianosidi hanno anche una valida
azione contro i radicali liberi, essendo in grado di intrappolare quasi tutte
le specie radicaliche conosciute. L'azione antiradicalica è molto importante
per spiegare le azioni protettive sui vasi sanguigni e sul cuore tipiche dell'estratto
secco titolato di questa pianta.
Azione cardioprotettiva e capillaroprotettiva: un dato molto
interessante è che le proantocianidine diminuiscono la tendenza all’occlusione
delle arterie coronarie, che sono quelle che portano sangue al cuore.
Questa attività è legata sia alla potente azione antiradicalica
sia alla maggior formazione di sostanze capaci di dilatare i vasi sanguigni quali
la prostaciclina e l’ossido nitrico (NO). Il discreto consumo di vino rosso
ma anche di frutta e verdura in certe regioni della Francia contribuisce in modo
significativo alla spiegazione del cosiddetto paradosso francese, fenomeno per
il quale in queste regioni il rischio di morte per malattie cardiovascolari è nettamente
inferiore che in altre, nonostante in esse il consumo alimentare di grassi sia
piuttosto elevato e così pure i livelli di colesterolo nella popolazione.
Numerose altre conferme al dato che il consumo moderato di vino rosso sia in
grado di ridurre la mortalità cardiovascolare sono venute anche da tutti
i più importanti studi di popolazione effettuati nel mondo. Pertanto
si potrebbe concludere che, siccome il danno di tipo aterosclerotico della parete
arteriosa richiede la presenza di LDL ossidate, i polifenoli presenti nella dieta
e nel vino rosso sono capaci di ridurre tale ossidazione, esercitando in tal
modo azione protettiva contro le lesioni di tipo aterosclerotico dei vasi sanguigni.
Uno studio clinico ha indagato la mortalità di soggetti bevitori di alcoolici
in California. Sono stati arruolati 128.934 soggetti, dei quali si valutavano
lo stile di vita, le condizioni sociali ed economiche, le abitudini, l’alimentazione
e la storia sanitaria tramite un questionario apposito. Essi venivano divisi
in bevitori di solo vino rosso (3128), di solo vino bianco (10762), sia di vino
bianco sia di vino rosso (15461), di altri tipi di vino (4619), di vino ma che
non avevano indicato il tipo di vino (33388), di altre bevande alcooliche come
birra e liquori (68411). Questi soggetti venivano seguiti per 10 anni, registrando
tutte le cause di morte. L’età media dei soggetti alla partenza
dello studio era di 40,6 anni. Nei dieci anni del suo svolgimento sono decedute
16431 persone. L’età media dei deceduti era di 69,5 anni. I dati
hanno mostrato che i forti bevitori avevano una mortalità superiore a
quella dei moderati bevitori, mentre i moderati bevitori avevano una mortalità inferiore
ai non bevitori. Per moderato bevitore si intende la persona che beve giornalmente
circa 300 cc. di vino rosso se uomo e circa 250 cc. di vino rosso se donna. Questo
dato era particolarmente evidente nelle donne. Dei 16431 decessi il 62% (10150
persone) era attribuito a cause non cardiovascolari, in particolare al cancro
(4878), a malattie respiratorie (1412), a cause incidentali (949) e il 38% a
malattie cardiovascolari (6281), di cui il 50% (3049) a infarto miocardico. I
maschi e soprattutto le donne moderati bevitori avevano una minore incidenza
di malattie cardiovascolari, ma non di altre malattie, e tale dato era migliore
per i moderati bevitori di vino rispetto ai moderati bevitori di birra o di liquori.
Si è visto che nei moderati bevitori di vino anche il rischio di morte
per cancro era leggermente minore rispetto alle altre categorie esaminate. I
rischi relativi di mortalità coronarica per i bevitori di vino erano
i seguenti: 0,94 per chi beveva vino una sola volta alla settimana, 0,84 per
chi beveva vino 2-3 volte alla settimana, 0,77 per chi beveva vino 4-5 giorni
alla settimana e 0,67 per chi beveva vino tutti i giorni. Il rischio relativo
di mortalità coronarica per i bevitori di liquori era di 0,99 e per quelli
di birra di 0,92. Come si vede più frequente è il consumo moderato
di vino più diminuisce il rischio di essere colpiti dalle malattie cardiovascolari.
Questi dati confermano un minor rischio cardiovascolare per i bevitori di vino,
e sono più evidenti per le donne.
E’ noto che il fumo danneggia l’apparato cardiovascolare, soprattutto
aumentando i danni causati dai radicali liberi e ostacolando la vasodilatazione.
Pertanto uno studio clinico ha esaminato l’effetto di un estratto secco
titolato di semi e bucce di uva rossa sulla funzionalità dei vasi sanguigni
in pazienti forti fumatori. Essi dovevano fumare una sigaretta da sola o assieme
a 250 mg. di estratto. La vasodilatazione era misurata nei 15, 30, 60 e 90 minuti
successivi. Si è notato che il fumo di una sigaretta provocava una evidente
riduzione del flusso sanguigno dopo 15, 30 e 60 minuti, che era pressochè annullata
dalla contemporanea ingestione dell’estratto. Lo studio dimostra che le
sostanze presenti nei semi e nelle bucce di uva rossa possono ostacolare gli
effetti negativi sui vasi sanguigni causati dal fumo di sigaretta.
Uno studio clinico ha indagato l’eventuale associazione tra il consumo
di alcool e il rischio di ictus cerebrale nell’uomo. Sono stati arruolati
38156 soggetti sani, che non avevano mai avuto malattie cardiovascolari o tumori.
Si valutava il consumo e il tipo di bevande alcooliche tramite uno specifico
questionario, con durata dello studio pari a 14 anni. Il consumo di una quantità di
vino rosso compresa tra 250 e 300 cc al giorno era associato con il rischio più basso,
mentre le altre bevande alcooliche non avevano azione protettiva. Lo studio indica
che un consumo di alcool leggero o moderato, in particolare se proveniente da
vino rosso, non è associato ad un aumentato rischio di ictus cerebrale
ma porta anzi ad una sua riduzione, mentre un elevato consumo di alcool aumenta
l’incidenza dell’ictus cerebrale.
- Indicazioni principali: prevenzione della malattia aterosclerotica,
insufficienza veno-linfatica, fragilità capillare, in particolare a livello
della retina.
- Azione prevalente: cardio-vasoprotettiva.
- Altre azioni: antiossidante/antiradicalica in tutto l’organismo.
EFFETTI COLLATERALI: in rari casi può causare lievi
disturbi di stomaco, spesso accompagnati da disturbi digestivi. Sono stati anche
segnalati sporadici casi di reazioni allergiche cutanee.
CONTROINDICAZIONI: nessuna degna di nota.
INTERAZIONI CON FARMACI: le sostanze presenti nel vino rosso
riducono l’assorbimento intestinale della ciclosporina, una sostanza usata
per combattere le crisi di rigetto in chi ha subito un trapianto di organo.
Queste sostanze non vanno assunte assieme al latte vaccino, poiché esso
ne riduce notevolmente l'assorbimento intestinale.
DATI TOSSICOLOGICI: la dose letale per bocca nel ratto è superiore
a 4 g. per kg di peso, mentre dosi giornaliere di 60 mg per kg di peso per bocca
nel ratto per un periodo di 6 mesi non hanno causato alcun effetto collaterale
evidente né alterazioni negli organi interni degli animali.
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